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«Coinvolgersi nella politica è un obbligo per un cristiano. Noi cristiani non possiamo giocare da Pilato, lavarci le mani. Dobbiamo immischiarci nella politica, perché la politica è una delle forme più alta della carità perché cerca il bene comune»
Papa Francesco - Roma, 7 giugno 2013




IL CROCIFISSO NELLE AULE


VERCELLI, 16.12.2009 -
Il crocifisso continua a far discutere l’opinione pubblica a tutti i livelli. Si tratta a volte di interventi e di proposte legati alla volontà di sfruttare ai propri fini la levata di scudi della cultura cristiana ed occidentale contro la sentenza di Strasburgo, come la polemica, a nostro avviso pretestuosa, nei confronti del Cardinale di Milano Tettamanzi.
Il referendum in Svizzera inoltre ha mostrato come la paura dell’integralismo islamico possa ingenerare la chiusura e l’ostilità della gente verso forme di civile convivenza e di libertà religiosa, pensiamo quindi che i toni da crociata e populisti possano di questi giorni incontrare i favori di molti e creare ulteriori problemi.
Come Consiglieri comunali del Gruppo consiliare del Partito Democratico avevamo presentato in sede di Consiglio comunale una proposta sul significato etico, religioso e sociale del crocifisso e sulla necessità che il crocifisso venisse esposto in ogni aula delle scuole di Vercelli, così come prevedono le chiare norme emanate dal Ministero della Pubblica Istruzione fin dal 2002.
La nostra proposta prendeva spunto dalla frase pronunciata dal Cardinale Angelo Bagnasco , Presidente della Conferenza Episcopale Italiana nella Sua prolusione all’assemblea di Assisi del 9-12 novembre.
“Il crocifisso nella molteplicità dei suoi significati può suggerire solo valori positivi di inclusione, di comprensione reciproca, in ultima istanza di amore vicendevole”
Nella profonda condivisione di questi principi intendevamo ed intendiamo procedere , anche se la maggioranza di centrodestra del Comune di Vercelli ha respinto la nostra proposta votando la proposta della Lega Nord, compresa l’UDC il cui leader Casini, proprio in quegli stessi giorni, invitava a non usare il crocifisso per attaccare l’islam.
Noi riteniamo che su questo versante si possa e si debba fare subito qualcosa di concreto.
Così, come avevamo spiegato in Consiglio, consegneremo al Provveditore agli studi di Vercelli , la richiesta che in ogni aula delle nostre scuole sia presente il crocifisso, invitando gli organismi dirigenti delle scuole , gli unici che ne abbiano facoltà in ambito scolastico, a valorizzarne il significato di fratellanza universale e di inclusione. Il crocifisso non può essere considerato contro il prossimo , soprattutto ci preoccupa che possa essere strumentalizzato nell’educare i giovani.
Pensiamo anche di confrontarci su questo tema con le associazioni di volontariato che operano nel senso della solidarietà e della inclusione dei poveri e degli emarginati, per i quali proprio il crocifisso costituisce segno di speranza .
Egidio ARCHERO - Filippo CAMPISI - Adriana SALA BREDDO

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