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«Coinvolgersi nella politica è un obbligo per un cristiano. Noi cristiani non possiamo giocare da Pilato, lavarci le mani. Dobbiamo immischiarci nella politica, perché la politica è una delle forme più alta della carità perché cerca il bene comune»
Papa Francesco - Roma, 7 giugno 2013




COTA HA TAGLIATO UN ASSEGNO SU TRE



Continuano le preoccupazioni degli studenti per i tagli dei fondi destinati all'EDISU (Ente per il Diritto allo Studio Universitario).
Riporto di seguito un interessante articolo sui problemi che potranno avere gli studenti fuori sede qualora fossero confermati i tagli per le borse di studio o ci fosse un taglio dei posti presso le residenze universitarie. Ricordo che due (Residenza dal Pozzo e Residenza Quintino Sella) delle 24 residenze universitarie del Piemonte si trovano a Vercelli, che ha già recentemente pagato un pesante tributo con la perdita della Seconda Facoltà di Ingegneria.

"Quale aumento? Cota ha tagliato un assegno su tre"
«I conti non tornano e le false promesse vengono a galla». Ci sono anche i borsisti dell’Edisu a protestare a Palazzo Nuovo. All’ordine del giorno c’è la replica al presidente della Regione Roberto Cota, che due giorni fa aveva annunciato: «Sul diritto allo studio lo stanziamento è aumentato di un milione di euro».
Secondo Andrea Aimar, rappresentante degli studenti nel Cda dell’Edisu, «le cose non stanno così e con i soldi promessi quest’anno 3500 universitari che avrebbero diritto alla borsa di studio (il 30%) non la riceveranno per mancanza di fondi». Una condizione inedita in Piemonte, dove negli ultimi dieci anni l’Edisu ha soddisfatto il 100% delle richieste di borse.
I contributi per il diritto allo studio dovrebbero ammontare per il 2011 a 25 milioni di euro: 7 dal ministero (-3 rispetto al 2010) e 18 stanziati dalla giunta regionale. Proprio su questi numeri si è scatenata la bagarre: «L’aumento di un milione millantato da Cota è riferito ai fondi 2010, già decurtati rispetto alla spesa storica di 25 milioni, solo a carico della Regione», dice Aimar.
L’aumento, che oltretutto verrà pagato con il rincaro delle tasse universitarie per il diritto allo studio, «è stato venduto ottimamente all’opinione pubblica - attacca Aimar - ma nasconde il taglio precedente».
«Nell’anno in corso - confermano gli stessi dipendenti Edisu - il diritto allo studio è stato garantito grazie ad un avanzo di cassa dell’ente di 6 milioni», risorse che non ci sono più per il 2011.
La richiesta dei borsisti in protesta a Palazzo Nuovo è chiara: «La Regione deve riportare il finanziamento alle cifre del 2009: oggi siamo sotto di 10 milioni», e oltre alle borse è previsto «un taglio alle attività culturali, ricreative e sportive».
LA STAMPA
Torino, 24 novembre 2010

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