
(ASCA) - Roma, 24 gen - E' un monito ad ampio raggio quello che il cardinale Angelo Bagnasco, senza mai citare direttamente Silvio Berlusconi ne' l'inchiesta milanese sul caso Ruby, lancia da Ancona, dove si riunisce il Consiglio permanente della Cei. Un richiamo generale, rivolto dunque a tutti gli ''attori della scena pubblica'', a cui l'Italia ''guarda sgomenta'', respirando un ''evidente disagio morale''. Con un passaggio ben mirato, pero', severo, indirizzato a ''chiunque accetta di assumere un mandato politico'', visto che ''deve essere consapevole della misura e della sobrieta', della disciplina e dell'onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda'' all'articolo 54.
L'invito e' quello di superare in modo rapido ''la convulsa fase che vede miscelarsi in modo sempre piu' minaccioso la debolezza etica con la fibrillazione politica e istituzionale''. Una fase, rimarca Bagnasco nella sua prolusione, in cui ''i poteri'' dello Stato (non sembra dunque esclusa la magistratura) ''si tendono tranelli'', all'interno di una ''logica conflittuale che perdura ormai da troppi anni''.
L'auspicio di Bagnasco e' che non si infranga l'equilibrio istituzionale, nel momento in cui si ''moltiplicano notizie che riferiscono di comportamenti contrari al pubblico decoro e si esibiscono squarci - veri o presunti - di stili non compatibili con la sobrieta' e la correttezza'', mentre ''qualcuno si chiede a che cosa sia dovuta l'ingente mole di strumenti di indagine''.
Per il presidente della Cei, il rischio, palese, e' che si continui a passare da ''una situazione abnorme all'altra'', mettendo a repentaglio ''l'equilibrio generale'', nonche' ''l'immagine generale del Paese''. Ciascuno, rimarca poi Bagnasco, deve avere la capacita' di ''auto-limitarsi'', ovvero di ''mantenersi'' con sapienza ''entro i confini invalicabili delle proprie prerogative''.
Alla fine, evidenzia Bagnasco, ''nessuno ricavera' realmente motivo per rallegrarsi, ne' per ritenersi vincitore'', alla luce della ''reciproca delegittimazione''.
In definitiva, ''e' necessario fermarsi - tutti - in tempo, fare chiarezza in modo sollecito e pacato, e nelle sedi appropriate''. L'obiettivo e' dare ''ascolto'' alla voce del Paese, che chiede di essere accompagnato ''con lungimiranza ed efficacia, senza avventurismi''. A cominciare dal fronte dell'etica della vita, della famiglia, della solidarieta' e del lavoro. L'Italia, quindi, ha bisogno di ''ringiovanire'', superando i catastrofismi e realizzando finalmente le ''riforme'' tante volte annunciate.
L'invito e' quello di superare in modo rapido ''la convulsa fase che vede miscelarsi in modo sempre piu' minaccioso la debolezza etica con la fibrillazione politica e istituzionale''. Una fase, rimarca Bagnasco nella sua prolusione, in cui ''i poteri'' dello Stato (non sembra dunque esclusa la magistratura) ''si tendono tranelli'', all'interno di una ''logica conflittuale che perdura ormai da troppi anni''.
L'auspicio di Bagnasco e' che non si infranga l'equilibrio istituzionale, nel momento in cui si ''moltiplicano notizie che riferiscono di comportamenti contrari al pubblico decoro e si esibiscono squarci - veri o presunti - di stili non compatibili con la sobrieta' e la correttezza'', mentre ''qualcuno si chiede a che cosa sia dovuta l'ingente mole di strumenti di indagine''.
Per il presidente della Cei, il rischio, palese, e' che si continui a passare da ''una situazione abnorme all'altra'', mettendo a repentaglio ''l'equilibrio generale'', nonche' ''l'immagine generale del Paese''. Ciascuno, rimarca poi Bagnasco, deve avere la capacita' di ''auto-limitarsi'', ovvero di ''mantenersi'' con sapienza ''entro i confini invalicabili delle proprie prerogative''.
Alla fine, evidenzia Bagnasco, ''nessuno ricavera' realmente motivo per rallegrarsi, ne' per ritenersi vincitore'', alla luce della ''reciproca delegittimazione''.
In definitiva, ''e' necessario fermarsi - tutti - in tempo, fare chiarezza in modo sollecito e pacato, e nelle sedi appropriate''. L'obiettivo e' dare ''ascolto'' alla voce del Paese, che chiede di essere accompagnato ''con lungimiranza ed efficacia, senza avventurismi''. A cominciare dal fronte dell'etica della vita, della famiglia, della solidarieta' e del lavoro. L'Italia, quindi, ha bisogno di ''ringiovanire'', superando i catastrofismi e realizzando finalmente le ''riforme'' tante volte annunciate.
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