
“NOMINA GARANTE REGIONALE DELLE PERSONE SOTTOPOSTE A MISURE RESTRITTIVE DELLA LIBERTA' PERSONALE”.
Premesso che :
il Consiglio Regionale del Piemonte, con Legge regionale n. 28 del 2 dicembre 2009 (votata da 33 consiglieri regionali: 30 voti a favore, 1 contrario e 2 astenuti), ha istituito il “Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”.
Nella Relazione di accompagnamento al provvedimento si legge, fra l’altro: “… di carcere e di carcerati i mass-media trattano solamente in caso di evasioni, rivolte, detenuti eccellenti. Il vissuto quotidiano sia dei reclusi sia del personale a loro addetto (agenti di polizia penitenziaria, educatori, medici, infermieri, amministrativi) sfugge in gran parte all'attenzione dei cittadini e degli eletti nelle istituzioni locali, regionali e nazionali, che pure sono tenuti a governare, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, anche il territorio e la "società" del carcere. Conseguenza di tale innegabile stato delle cose è la creazione di mondi a parte, in cui è difficile il controllo del rispetto della legge e del diritto; non sono all'uopo sufficienti, per quanto utili e significative, le sporadiche visite ispettive di parlamentari e consiglieri regionali consentite dalla legge penitenziaria. Partendo da tali considerazioni, in varie parti d'Italia sia diversi esponenti di diverse forze politiche sia associazioni del volontariato stanno lavorando per l'istituzione di "Garanti", persone preposte in modo professionale e continuativo al controllo delle condizioni di vita in carcere, al rispetto dei diritti e dei doveri inerenti il trattamento carcerario…”.
L’art. 2, comma 1, della L. R. 28/2009 dispone che “Il Garante è nominato, all'inizio della legislatura, con decreto del Presidente della Giunta Regionale, su designazione del Consiglio regionale, tra persone che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di responsabilità e rilievo nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, ovvero delle attività sociali negli istituti di prevenzione e pena e negli uffici di esecuzione penale esterna o che si siano comunque distinte in attività di impegno sociale”.
Preso atto che:
A oltre due anni dall’entrata in vigore della legge istitutiva, il Consiglio Regionale del Piemonte non ha ancora provveduto alla nomina del Garante; è stato solamente emanato un bando a seguito del quale sono pervenute 22 domande per la carica.
Nel frattempo, i detenuti reclusi nelle 13 carceri piemontesi hanno raggiunto le 5.200 unità, rispetto a 3.634 posti regolamentari.
Ritenuto che :
La situazione di “emergenza continua” esistente nelle carceri italiane, e piemontesi in particolare, impone l’adozione di strumenti nuovi in grado di ridurre il danno provocato dal sovraffollamento, con la conseguente aggiunta di pena alla pena, violenza alla violenza, disperazione alla disperazione.
Non vi sia motivo di divisione tra le forze politiche sui modi per affrontare tale “emergenza”; carceri ed in particolare sull'attivazione della figura del garante,
IL CONSIGLIO COMUNALE
Rivolge un pressante invito al Consiglio Regionale del Piemonte affinchè provveda al più presto alla nomina del “Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”, ai sensi della Legge regionale n. 28 del 2 dicembre 2009.
Filippo CAMPISI, Gabriele BAGNASCO, Maura FORTE, Egidio ARCHERO, Carlo NULLI ROSSO, Michele CRESSANO, Manuela NASO, Adriana SALA BREDDO
Premesso che :
il Consiglio Regionale del Piemonte, con Legge regionale n. 28 del 2 dicembre 2009 (votata da 33 consiglieri regionali: 30 voti a favore, 1 contrario e 2 astenuti), ha istituito il “Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”.
Nella Relazione di accompagnamento al provvedimento si legge, fra l’altro: “… di carcere e di carcerati i mass-media trattano solamente in caso di evasioni, rivolte, detenuti eccellenti. Il vissuto quotidiano sia dei reclusi sia del personale a loro addetto (agenti di polizia penitenziaria, educatori, medici, infermieri, amministrativi) sfugge in gran parte all'attenzione dei cittadini e degli eletti nelle istituzioni locali, regionali e nazionali, che pure sono tenuti a governare, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, anche il territorio e la "società" del carcere. Conseguenza di tale innegabile stato delle cose è la creazione di mondi a parte, in cui è difficile il controllo del rispetto della legge e del diritto; non sono all'uopo sufficienti, per quanto utili e significative, le sporadiche visite ispettive di parlamentari e consiglieri regionali consentite dalla legge penitenziaria. Partendo da tali considerazioni, in varie parti d'Italia sia diversi esponenti di diverse forze politiche sia associazioni del volontariato stanno lavorando per l'istituzione di "Garanti", persone preposte in modo professionale e continuativo al controllo delle condizioni di vita in carcere, al rispetto dei diritti e dei doveri inerenti il trattamento carcerario…”.
L’art. 2, comma 1, della L. R. 28/2009 dispone che “Il Garante è nominato, all'inizio della legislatura, con decreto del Presidente della Giunta Regionale, su designazione del Consiglio regionale, tra persone che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di responsabilità e rilievo nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, ovvero delle attività sociali negli istituti di prevenzione e pena e negli uffici di esecuzione penale esterna o che si siano comunque distinte in attività di impegno sociale”.
Preso atto che:
A oltre due anni dall’entrata in vigore della legge istitutiva, il Consiglio Regionale del Piemonte non ha ancora provveduto alla nomina del Garante; è stato solamente emanato un bando a seguito del quale sono pervenute 22 domande per la carica.
Nel frattempo, i detenuti reclusi nelle 13 carceri piemontesi hanno raggiunto le 5.200 unità, rispetto a 3.634 posti regolamentari.
Ritenuto che :
La situazione di “emergenza continua” esistente nelle carceri italiane, e piemontesi in particolare, impone l’adozione di strumenti nuovi in grado di ridurre il danno provocato dal sovraffollamento, con la conseguente aggiunta di pena alla pena, violenza alla violenza, disperazione alla disperazione.
Non vi sia motivo di divisione tra le forze politiche sui modi per affrontare tale “emergenza”; carceri ed in particolare sull'attivazione della figura del garante,
IL CONSIGLIO COMUNALE
Rivolge un pressante invito al Consiglio Regionale del Piemonte affinchè provveda al più presto alla nomina del “Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”, ai sensi della Legge regionale n. 28 del 2 dicembre 2009.
Filippo CAMPISI, Gabriele BAGNASCO, Maura FORTE, Egidio ARCHERO, Carlo NULLI ROSSO, Michele CRESSANO, Manuela NASO, Adriana SALA BREDDO
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