
Almeno una parte dei gravissimi disagi subiti dai pendolari del Nord Italia e non solo, si potevano evitare. Linee ferroviarie schiuse al traffico come la Torino Pinerolo, sembra per problematiche legate alla mancata pulizia delle banchine dei binari nelle stazioni ormai dismesse e abbandonate. Porte bloccate da formazioni di ghiaccio, ma pochi sanno che le vere motivazioni sono da addebitare alla mancanza di sistema di riscaldamento nei vestiboli di salita e discesa di moltissimi convogli, per cui il vapore che si crea tra la parte calda della carrozza e il vestibolo, si trasforma in ghiaccio e di conseguenza blocca l’apertura delle porte. L’alto numero di treni soppressi sembra dipenda da queste cause. La perdita di 150.000 posti di lavoro negli ultimi 20 anni, avrà sicuramente influito sull’efficienza dell’intero sistema nazionale, ecco per cui che gli stessi problemi vengono segnalati in tutte le regioni italiane. Chiediamo subito al Governo Monti di proporre un piano nazionale sul trasporto pubblico ferroviario, perché anche i pendolari del nostro Paese, possano raggiungere il posto di lavoro o di studio in orario, perché negli altri Paesi europei, questo avviene già da tempo. E’ impensabile continuare a parlare dei problemi del trasporto pubblico ferroviario e dei pendolari, senza prendere coscienza che da troppo tempo manca in questo nostro Paese un piano nazionale per permettere a milioni di italiani una mobilità sostenibile da Nord a Sud da Est a Ovest. Ma per fare questo, è obbligatorio trovare i fondi necessari per la produzione di nuovo materiale rotabile e miglioramenti delle attuali vecchie infrastrutture.
Cesare CARBONARI
Portavoce comitato spontaneo pendolari Torino-Milano
Torino, 2 febbraio 2012
Cesare CARBONARI
Portavoce comitato spontaneo pendolari Torino-Milano
Torino, 2 febbraio 2012
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