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«Coinvolgersi nella politica è un obbligo per un cristiano. Noi cristiani non possiamo giocare da Pilato, lavarci le mani. Dobbiamo immischiarci nella politica, perché la politica è una delle forme più alta della carità perché cerca il bene comune»
Papa Francesco - Roma, 7 giugno 2013




INTERVENTO IN AULA


IL VETUSTO INCENERITORE VERSO IL 2012
Ritengo che la questione inceneritore in generale con tutti i problemi connessi sia uno degli argomenti più importanti di questi anni per diversi aspetti: ambientali, sanitari, economici che ne derivano. Pertanto credo che sia importante per la Città che più persone possibili se ne interessino in modo serio. Ho ritenuto quindi di porre più di una interrogazione su questo problema così ampio e complesso.
Con per questa prima interrogazione l’obbiettivo principale era quello di conoscere quali fossero le decisioni del Comune di Vercelli in merito al ciclo completo dei rifiuti, con particolare interesse ovviamente a ciò che accadrà al vetusto inceneritore, visto che siamo ormai a pochi mesi dal 2012 data di scadenza della concessione della gestione dell’impianto.
Dalla risposta avuta appare che ad oggi non vi sono dati chiari e tempi certi sulle scelte. Ora le decisioni di questo tipo comportano necessariamente spese notevoli e tempi lunghi, qualsiasi esse siano. Inoltre si tratta di decisioni organizzativamente complesse ed il 2012 è alle porte.
Mi auguro che tali decisioni non si debbano prenderle in situazioni di urgenza se non addirittura di emergenza, cosa che credo non sarebbe utile alla Città di Vercelli.
In particolare sono sorpresa dal dato che si sta valutando per il nuovo inceneritore un innalzamento della capacità di smaltimento fino a 90 tonnellate dalle oddierne 75 per linea nonostante l’aumento della raccolta differenziata.
Anche alla mia domanda relativa allo spazio lasciato libero dai rifiuti urbani, dovuto all'aumento della raccolta differenziata, mi sarei aspettata una risposta che affermasse una diminuzione delle quantità incenerite. Mi sorge il dubbio che tale spazio sia utilizzato da altri tipi di rifiuti e di diversa provenienza.
Con la seconda interrogazione volevo sapere ufficialmente a che punto si è con la bonifica della ceneri e con il problema della falda superficiale, problema conosciuto da tempo, se non vado errata infatti i primi piezometri furono attivati nei primi anni novanta.
Dalla risposta del Sindaco si può apprendere che il preventivo relativo alla redazione del progetto di messa in sicurezza del lotto A ammonta a 58.200 euro iva compresa., ma purtroppo la risposta non riguarda la mia domanda su quando si stima che possano iniziare i lavori della sola messa in sicurezza.
Non parliamo poi della risposta riguardante la bonifica il cui costo non è al momento neanche definito in quanto si stanno valutando ancora oggi varie ipotesi e soluzioni di intervento.
Di fronte a queste risposte, come cittadina, non posso che essere preoccupata anche perché non contengono notizie certe circa i notevoli finanziamenti necessari, anzi vengono sconfessate le affermazioni di chi dava per certi i finanziamenti del Cipe.
Credo inoltre che questa bonifica su cui a lungo si è tergiversato sarà destinata ad incontrare il problema più ampio di fine attività dell’inceneritore con un aumento delle criticità.
Pertanto mi dichiaro non soddisfatta dalle risposte avute e mi riservo ulteriori iniziative in relazione agli sviluppi futuri.

Adriana SALA BREDDO
Consiglio comunale del 9 giugno 2010

INTERVENTO IN AULA


VENDITA DELLA PARAFARMACIA COMUNALE
Per dare un giudizio su questa decisione credo sia necessario ripercorrere alcune tappe e dare spazio ai numeri che descrivono perfettamente la situazione. Numeri ovviamente tutti tratti dai bilanci dell’Azienda Farmaceutica Municipalizzata.
Partiamo dal 2007 quando l’A.F.M. decise di aprire la parafarmacia con sensibili investimenti ( così si legge proprio nel bilancio 2007) sia per gli arredi, sia per i lavori di ristrutturazione dei locali per un importo totale di 119.772 euro.
A questo proposito ricordo che per la ricerca dei locali era stato visionato un solo negozio che, come ho detto prima, necessitava di sensibili investimenti per i lavori di ristrutturazione. Per la sede della parafarmacia l’affitto annuo risulta di 26.839 euro mentre per tre farmacie ( n°1-n°2-n°3) le spese di locazione annue totali ammontano a 43.322 euro.
Nonostante questi notevoli investimenti e costi, l’A.F.M. riteneva questi locali idonei senza fare delle considerazioni a mio avviso fondamentali per effettuare una scelta così importante.
Come ebbi già tempo fa avuto modo di dire proprio in quest’aula, non ho trovato traccia nè nella risposta ad una mia interrogazione al riguardo, nè nei bilanci, di quelle che sono valutazioni fondamentali, nel campo farmaceutico come in ogni altro settore, ovvero le valutazioni sulla concorrenza. Infatti nel raggio di circa 300 metri dalla parafarmacia si trovano 7 delle 11 farmacie private che vendono sia il farmaco sia il parafarmaco. Ricordo che queste ultime sono farmacie storiche, con una clientela fidelizzata e con un’ altissima professionalità. Quindi la scelta dei locali a mio avviso è stata quantomeno incompleta e non ha, nei fatti, favorito l’attività.
Infatti il fatturato nel 2007 fu di 60.022 euro , ma la cifra a fronte di costi fissi che si avvicinavano ai 40.000 euro doveva mettere già in allarme e far pensare che certe scelte complessive non fossero così convenienti.
Ma, nonostante questi segnali, si prevedeva per il 2008 un introito dalla parafarmacia di 300.000 euro, senza far menzione che, per ottenere, tale risultato, sarebbe stato necessario che si realizzassero ulteriori liberalizzazioni. Gli incassi previsti avrebbero dovuto, secondo il Consiglio di Amministrazione, consentire un adeguato ritorno economico.
Invece nel 2008 la parafarmacia presentava un fatturato di soli 269.078 euro ed otteneva un risultato negativo di 45.174 euro. Diventava lampante quindi che la parafarmacia, non avendo prodotto un fatturato tale da coprire i costi fissi necessari per il funzionamento (affitto locali, spese personale, ammortamento dei cespiti), doveva essere ceduta e da questa operazione si riteneva di ottenere una sopravvenienza attiva di 80.000 euro.
Nel 2009 i dati non facevano che confermare il fallimento dell’operazione, infatti il fatturato calava a 230.559 euro con una perdita di profitto da vendita di circa 58.000 euro nonostante il personale fosse razionalizzato. Meglio forse si sarebbe dovuto dire ridotto. Inoltre la sopravvenienza attiva si riduceva a 60.000 euro.
Credo dunque, alla luce di questi dati, che di questa parafarmacia si possa dire di tutto, tranne che, come qualcuno diceva, si tratti di un vero gioiello.
Vorrei fare un’ultima considerazione importantissima per i cittadini vercellesi, relativa al fatto che“ la parafarmacia ( secondo il C.d.A ) era stata aperta nell’ipotesi di una ulteriore liberalizazione che avrebbe dovuto prevedere l’autorizzazione della vendita dei medicinali di fascia C o la modifica del numero delle farmacie”
Questa giustificazione appare nei bilanci solo quando questi si tingono di rosso.
In assenza di certezze, simili operazioni sarebbe stato meglio lasciarle ai privati, che rischiano il loro capitale e che allontanano il management che ha intrapreso le operazioni fallimentari. Qui purtroppo a pagare sono solo i cittadini vercellesi e mi auguro che in futuro operazioni del genere non si ripetano più.
Alla luce di questi dati, ritengo che la vendita sia l’unica soluzione per uscire da questa situazione fallimentare. Credo però che, come la maggioranza ha avallato la sua apertura, ora ne debba decretare la cessione, assumendosene in toto il peso morale del fallimento di fronte ai cittadini di Vercelli.

Adriana SALA BREDDO
Consiglio comunale del 9 giugno 2010

OSPITE ALLA TRASMISSIONE "TIMER"


Mercoledì 2 giugno, a partire dalle ore 19,15, Adriana SALA BREDDO, Consigliere comunale indipendente del PD, sarà ospite della trasmissione TIMER, in onda su QUARTARETENORD. Si parlerà dei problemi dei pendolari, dopo il convegno ad essi dedicato di sabato 22 maggio. Ospiti in studio Ercole FOSSALE, Assessore ai Trasporti del Comune di Vercelli e Stefano DAMAGINO del Comitato Pendolari Vercelli. Condurrà Luca SOGNO, Direttore del Corriere Eusebiano.

CARTA TUTTO TRENO PIEMONTE


COMUNICATO STAMPA
In merito alle notizie sull’arrivo di nuovi super modernissimi Frecciarossa, con offerte a prezzi speciali e servizi di lusso, treni che il 95% dei pendolari non potranno mai utilizzare, denunciamo ancora una volta, la completa latitanza dei soggetti interessati (FS / Politica) nei confronti dei pendolari della Bassa Velocità. Vorremmo ricordare all'opinione pubblica, che migliaia di pendolari piemontesi, interessati alle linee Torino - Vercelli - Novara - Milano e Torino - Asti - Alessandria - Genova da gennaio 2010 stanno ancora aspettando quel documento importantissimo rilasciato a tutti gli altri pendolari italiani (Carta Tutto Treno) che con un supplemento di 150 euro all'anno, permette di utilizzare oltre al treno regionale anche treni di categoria superiore (IC) Documento indispensabile per risolvere a volte problemi di ritardi e soppressioni dei treni regionali. Trenitalia continua a speculare sulla pelle dei pendolari piemontesi, nonostante la Regione Piemonte, da gennaio abbia circa 2 milioni di euro a disposizione per l'accordo. Riteniamo vergognoso il comportamento delle Ferrovie che rifiutano ai nostri pendolari un diritto già riconosciuto a tutti gli altri, giustificandone la motivazione nel mancato accordo del contratto di servizio.
Migliaia di pendolari, lavoratori e studenti, speravano che dal 1 giugno 2010 la Carta Tutto Treno venisse finalmente ripristinata, ma anche dal nuovo Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, nessuna buona notizia. Siamo profondamente indignati e stufi dei continui problemi che non dipendono certo da chi utilizza il treno per motivi di lavoro e di studio.
Cesare CARBONARI
portavoce comitato spontaneo pendolari Torino - Milano
Torino, 1 giugno 2010

PENDOLARI : PRETENDIAMO RISPETTO


Da qualche tempo, come noto, un consistente gruppo di pendolari vercellesi e novaresi diretti a Torino, di cui facciamo parte, stanno attuando una forma di protesta nei confronti di Trenitalia che non permette, a differenza di quanto avviene in altre regioni, di usufruire dei servizi del treno Eurostar City in partenza da Novara alle 7.14 e da Vercelli alle 7.28, come invece era consentito fino a qualche mese fa. Quello che abbiamo chiesto con petizioni, reclami e modulistiche è semplicemente di pagare la carta di ammissione (del costo di 150 Euro all’anno) per accedere al treno sopra specificato.
Vogliamo far notare che tale treno viaggia da Milano a Torino, fermandosi anche a Novara e a Vercelli, con pochissimi passeggeri e il nostro utilizzo giornaliero dello stesso, oltre a migliorare le nostre quotidiane condizioni di viaggio, non comporterebbe per Trenitalia alcun aggravio né di materiale né di costi, anzi ci sarebbero più posti a sedere per chi viaggia con il treno regionale precedente.
Nonostante i numerosi solleciti la risposta di Trenitalia è stata, come sempre, nulla per cui abbiamo deciso di attuare una forma di protesta civile prendendo ugualmente il treno e spiegando le nostre ragioni al personale presente di giorno in giorno sui convogli.
Finora l’atteggiamento da parte di questi ultimi è stato disponibile e aperto al dialogo.
Oggi, però, i due controllori presenti hanno avuto un comportamento totalmente differente: non hanno dato risposte (come al solito) alle nostre domande, ci hanno chiesto i documenti e il risultato è stato che alcuni di noi hanno avuto un verbale sul treno, altri hanno pagato il supplemento a terra e altri ancora sono stati identificati dalla polizia chiamata dai due controllori perché si sono rifiutate di fornire le generalità. Il controllore più anziano di fronte alla richiesta di leggere il verbale che doveva essere firmato ha detto che non era necessario e che lui aveva altro da fare, mentre quello più giovane è stato velatamente minaccioso dicendo che ci assumeremo le conseguenze del nostro comportamento.
Il risultato alla fine è stato che le risposte non arrivano e in più siamo trattati come delinquenti, mentre Trenitalia continua con il suo solito atteggiamento provocatorio e arrogante.
Quello che chiediamo è un intervento di tutela da parte delle Istituzioni che ci rappresentano: troviamo assolutamente inaccettabile essere trattati in questo modo!
Abbiamo la sfortuna, come tanti altri vercellesi e novaresi, di doverci recare fuori città per lavorare e siamo obbligati a utilizzare i “servizi” di Trenitalia: pur cercando di far valere i nostri sacrosanti diritti di viaggiatori e clienti la nostra protesta è sempre stata civile ed educata per cui PRETENDIAMO rispetto e considerazione da quello che è un fornitore di servizi peraltro lautamente sovvenzionato dallo Stato ovvero da tutti noi.

Torino, 27 maggio 2010
Pier Giuseppe Raviglione-Marco Angeletti-Paola Sarasso-Margherita Ferraris-Flavio Arginati-Michele Battista-Viviana Triberio-Maddalena Varia-Luca Terlevich-Sara Pennetta-Ezio Marinane-Antonino Miloro-Antonella Marro

ORDINE DEL GIORNO


Durante il convegno dedicato ai pendolari di sabato scorso una delle richieste più pressanti riguardava il mancato rinnovo della Carta Tutto Treno che è disponibile in diverse regioni italiane e lo era in Piemonte fino allo scorso anno. Il vecchio accordo, è stato sospeso dalle Ferrovie, dal 1 gennaio 2010 nonostante la Regione avesse stanziato circa 2 milioni di euro a tale scopo. Visto che anche alcuni pendolari vercellesi assieme ad altri della linea Torino-Milano, hanno deciso, a causa degli insostenibili costi, di iniziare un clamoroso “sciopero del supplemento”, abbiamo ritenuto opportuno sottoporre la questione al Consiglio comunale.
IL CONSIGLIO COMUNALE DI VERCELLI
PREMESSO CHE
la Carta Tutto Treno è disponibile in diverse regioni italiane e lo era in Piemonte fino allo scorso anno. Il vecchio accordo, è stato sospeso dalle Ferrovie, dal 1 gennaio 2010 nonostante la Regione avesse stanziato circa 2 milioni di euro a tale scopo.
CONSIDERATO CHE
· dopo diverse lettere di protesta e mail senza risposta anche alcuni pendolari vercellesi assieme ad altri della linea Torino-Milano, hanno deciso di iniziare un clamoroso “sciopero del supplemento”, consistente nel rifiutarsi di pagare il sovrapprezzo qualora fossero costretti a salire su un treno veloce. Tale protesta è dettata dagli insostenibili costi che i pendolari devono sostenere da alcuni mesi a causa del mancato rinnovo della CARTA «TUTTO TRENO PIEMONTE», con la quale potevano salire su tutti i treni veloci pagando 150 euro all'anno fissi, senza costi aggiuntivi;
· è stata attivata altresì dai pendolari vercellesi una petizione online a favore del rinnovo della CARTA «TUTTO TRENO PIEMONTE» indirizzata a Trenitalia S.p.A. atta anche a conoscere le motivazione del mancato rinnovo:
“La carta, che è disponibile in diverse altre regioni italiane e lo era in Piemonte fino allo scorso anno, permetterebbe ai pendolari (e a coloro che in Piemonte si muovono spesso in treno) l’accesso ai treni rapidi (esclusa l’alta velocità) con un biglietto o un abbonamento valido per i treni regionali.
Non è noto il motivo per cui Trenitalia rifiuti la riattivazione, posto che la regione Piemonte ha dato disponibilità all’accordo e ha un budget per finanziarlo.
Se ai cittadini piemontesi continuasse ad essere impedito l’accesso di cui sopra chiediamo che le motivazioni siano rese pubbliche.”
INVITA IL SINDACO
a sollecitare la Regione Piemonte e Trenitalia S.p.A. affinché venga al più presto ripristinato l’accordo e riattivata la CARTA “ TUTTO TRENO PIEMONTE” per i pendolari.
Vercelli, 26 maggio 2010
Adriana SALA BREDDO - Filippo CAMPISI

INTERROGAZIONE 28


Anche i cittadini vercellesi, come tutti gli italiani, a breve saranno chiamati ad ulteriori sacrifici molto pesanti. Risulta pertanto necessario ridurre i costi della politica non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale, per garantire le maggiori risorse possibili in particolare alle fasce più deboli.
Da tempo ormai è consuetudine che la prima convocazione del Consiglio comunale di Vercelli venga fatta andare deserta poichè non è presente un numero sufficiente di Consiglieri comunali, una pratica che non è certo utile alla Città ed il cui costo ricade sui cittadini.
Grande o piccolo che sia il costo che grava sulla comunità, penso che, a causa della situazione economica, sia giunto il momento in cui tutti concordino sulla sua eliminazione e che pertanto non venga reiterata la consuetudine di far andare deserta la prima convocazione.
Quindi l'obbiettivo di questa mia interrogazione, al di là delle mere cifre, che però contano, è proprio quello di riportare l'attenzione su questa pratica che deve essere eliminata.

Al Signor Sindaco del Comune di Vercelli
e p.c. al Signor Presidente del Consiglio comunale
Vercelli, 24.05.2010

OGGETTO INTERROGAZIONE: Costo della doppia convocazione del Consiglio comunale di Vercelli
La sottoscritta Adriana Sala in Breddo, Consigliere comunale del Gruppo consiliare PD
PREMESSO CHE
i cittadini vercellesi, come tutti gli italiani, a breve saranno chiamati ad ulteriori sacrifici molto pesanti. Alla luce di questi fatti risulta pertanto necessario ridurre i costi della politica, anche a livello locale, per garantire le maggiori risorse possibili in particolare alle fasce più deboli.
CONSIDERATO CHE
ormai da tempo è consuetudine che la prima convocazione del Consiglio comunale venga fatta andare deserta per mancanza del numero legale, abbassando così il numero legale necessario per la validità della seconda convocazione.
INTERROGA IL SINDACO PER SAPERE
· quanto è costato alle casse comunali il far mancare il numero legale alla prima convocazione, a partire dalla seduta del Consiglio del 24 giugno 2009 ad oggi;
· le spese sostenute per ogni singola seduta andata deserta, dettagliate voce per voce: gettoni di presenza, rimborsi oneri per assenza dal lavoro dei Consiglieri, invio dei telegrammi ai Consiglieri assenti, spese personale comunale e quant’altro.
In attesa di una Sua risposta scritta entro i termini previsti dall’art. 43 del D. Lgs. del 18.08. 2000 n° 267, nel ringraziarLa anticipatamente, Le porgo distinti saluti.
Adriana SALA BREDDO

CONVEGNO "PENDOLARI"


Sono tanti i problemi che quotidianamente i pendolari devono affrontare. Da tempo ormai e più volte i Comitati di Pendolari hanno denunciato la grave situazione di disagio causata dai ritardi, dalla soppressione di alcuni convogli, dal sovraffollamento degli stessi, dalla scarsa pulizia, dalla mancanza di chiare e tempestive informazioni. Molti lavoratori e studenti, che usufruiscono della linea ferroviaria, a causa dei disservizi prima citati, sono incorsi ed incorrono in grossi problemi quali il ritardo sui posti di lavoro o la perdita delle lezioni. Passano gli anni ed i problemi, a volte anzichè risolversi, sembrano acuirsi:pensiamo per esempio allo stato di degrado della stazione ferroviaria di Vercelli.
Queste problematiche però non riguardano solo da vicino la cerchia seppur ampia di pendolari vercellesi, per quanto la stazione di Vercelli con un flusso annuo di 3.500.000 di passeggeri-frequentatori rivesta senza dubbio un ruolo fondamentale, ma anche lo sviluppo dell'intera città. Se Vercelli infatti risultasse sempre più penalizzata a causa della riduzione dei collegamenti sia in termini quantitativi che qualitativi con Milano e Torino, sarebbe un problema non solo per i tanti pendolari vercellesi, ma anche per il futuro stesso della nostra città, che risulterebbe sempre più emarginata.
Su queste basi è nata l'idea del convegno che si terrà sabato 22 maggio alle ore 10 presso la saletta del Bar Cavour sito nell'omonima piazza a Vercelli.
I lavori, introdotti e moderati dal Consigliere comunale Adriana Sala Breddo, avranno l'obbiettivo di ascoltare ed approfondire i problemi del settore, nonchè di valutare i nuovi sviluppi, avvicinandosi così ai problemi reali dei cittadini. Farà seguito il saluto di apertura del Capogruppo Gabriele Bagnasco a nome del Gruppo consiliare del Partito Democratico al Comune di Vercelli.
Seguirà poi l'intervento di Cesare Carbonari, storico portavoce del Comitato Pendolari Torino-Milano ed autore del libro "Pendolari", i cui proventi vanno a favore della scuola istituita presso l'Ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Un simpatico libro sotto forma di diario, ma con un unico filo conduttore i problemi e la realtà dei pendolari. L'autore, anche attraverso fatti curiosi, aneddoti ed avventure tratti dal libro, presenterà questa realtà quotidiana per molti studenti e lavoratori.
Quindi la parola passerà a Giuseppe Arena, fondatore ed amministratore delegato di "Arenaways", società il cui obbiettivo è il trasporto privato di passeggeri in area regionale, interregionale e internazionale. Arenaways a settembre inizierà il servizio sulla tratta Torino-Milano, facendo diventare realtà la prima parte dell’innovativo progetto “ad anello” su Piemonte e Lombardia. Il servizio è definito tecnicamente in “open access”, dunque senza contributi pubblici, puntando sul traffico dei pendolari.
Porteranno infine il loro contributo di esperienze sul campo: Stefano Damagino del Comitato Pendolari di Vercelli, Roberto Rossi del Comitato Pendolari della linea Casale-Vercelli e Claudio Cornelli del Forum Regionale del Trasporto Pubblico Ferroviario.
Le conclusioni del convegno saranno tratte dall'on. Luigi Bobba, Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera.
Accedi alla galleria fotografica dell'evento:
http://picasaweb.google.com/adriana.salabreddo/CONVEGNOPENDOLARI#